Lo Zero Waste per principianti

La filosofia “Zero Waste” (letteralmente: rifiuti zero) consiste nell’adottare tecniche per produrre meno rifiuti, limitando così la quantità di spazzatura prodotta e riciclando ciò che è possibile. 

In media in Italia produciamo 1,5 kg di rifiuti al giorno, 500kg all’anno (fonte ISPRA).

Adottando uno stile di vita Zero Waste, l’obbiettivo è quello di ridurre il più il più possibile tutti i tipi di rifiuti (riciclabili e non), diminuendo così l’impatto ambientale attraverso piccole e semplici azioni accessibili a tutti.

Ma come iniziare tale percorso? È costoso? Difficile? 

Sono molte le domande che sorgono spontanee. 

Innanzitutto, prima di stilare un elenco, direi che l’elemento essenziale alla base del movimento Zero Sprechi è la consapevolezza: se non si è consapevoli delle proprie azioni e di come esse possano avere un impatto nei confronti dell’ambiente e di chi ci circonda, non è possibile comprendere l’interezza del progetto.

La consapevolezza presuppone responsabilità, definita come la “possibilità di prevedere le conseguenze del proprio comportamento e correggere lo stesso sulla base di tale previsione” (fonte Wikipedia).

Arrivare ad adottare uno stile di vita più sostenibile può risultare all’apparenza difficile: non dobbiamo focalizzare la nostra attenzione sullo Zero, non si tratta della teoria “tutto o niente”, ma di impegnarsi ogni giorno e fare del nostro meglio, ricordandosi che un piccolo gesto fatto da tante persone fa la differenza.

Bea Johnson, figura fondamentale del movimento contro gli sprechi e autrice del libro “Zero Waste Home”, ci suggerisce di mettere in pratica la regola delle 5R:

-Rifiutare: tutto ciò che non è necessario;

-Ridurre: il consumo di cose di cui abbiamo bisogno;

-Riutilizzare: un oggetto più volte possibili;

-Riciclare: beni che non possono essere rifiutati o ridotti;

-Ridurre in compost gli scarti organici. 

L’ Italia ha intrapreso la strategia delle 5R tramite il Decreto Legislativo 5 febbraio 1997, n.22, conosciuto come “Decreto Ronchi”, legge fondamentale nella gestione dei rifiuti del nostro paese.

Dopo aver analizzato i consigli di Bea e il “Decreto Ronchi”, vi propongo  10 alternative sostenibili:

  1. Evitare i prodotti usa e getta: rifiutare di acquistare e consumare la plastica monouso, nei bar, ai supermercati, nelle mense e in qualsiasi altro locale, ma fare dei piccoli investimenti in prodotti con una lunga durata e di buona qualità.
  2. Utilizzare borse in tessuto per i propri acquisti, tenendole sempre a portata di mano.
  3. Dotarsi di una borraccia: comoda e utile nel quotidiano e in viaggio, andrà a sostituire le bottiglie di plastica. La borraccia va semplicemente riempita con acqua potabile (quella del rubinetto per esempio) e, se nel tuo comune l’acqua non è potabile, esistono diverse alternative come la possibilità di acquistare bottiglie in vetro con vuoto a rendere, oppure l’installazione di un depuratore per acqua potabile da collegare al rubinetto.
  4. Comprare meno oggetti\vestiti: cambiare il modo di consumare potrebbe risultare un atto eccessivo, in realtà basterebbe ridurre la quantità di prodotti da acquistare.
  5. Utilizzare per struccarsi panni multiuso in microfibra al posto dei dischetti struccanti: la detersione del viso avverrà attraverso un panno bagnato e del detergente che andrà lavato dopo l’uso. Si tratta di un’ottima alternativa.
  6. Prediligere l’utilizzo di shampoo e balsamo solidi, facili da trovare in commercio, oppure servirsi di contenitori riutilizzabili con apposite ricariche.
  7. Acquistare beni primari sfusi: sono sempre di più i negozi che sostengono tale iniziativa, spesso definiti “Negozi Leggeri”, ove si acquista la sola quantità di cui si ha bisogno, tramite distributori di prodotti.
  8. Passare all’uso di spazzolini in bamboo, una valida alternativa alla plastica, da smaltire nell’organico.
  1. Utilizzare i mezzi di trasporto solo quando necessario, contribuendo non solo all’aumento del proprio benessere ma anche a quello della collettività .
  2. Fare la raccolta differenziata: una pratica gratuita, con numerosi vantaggi come il recupero di materie prime destinate al riciclaggio.

In conclusione, basta poco per cambiare le nostre abitudini, attuando così un processo di miglioramento verso l’ecosistema.

Un solo gesto può avere un grande impatto, perché non iniziamo subito?

Asoni Arianna 

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